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Come pulire i nostri amati sensori CCD PDF Stampa E-mail

 

 

Come pulire il CCD della ns. reflex


 

Quanti di voi non si sono già imbattuti con il problema pulizia del CCD???

Anch'io come voi mi sono fatto 1000 domande ed ho provato qualcosa che non fosse troppo caro, tipo boccette varie, pannetti autopulenti, bombolette spray...

I risultati ... non sono rimasto pienamente soddisfatto anche perchè in ognuno dei casi citati ho avuto l'impressione di operare delle soluzioni come dire ... "in fiducia", senza cioè avere la possibilità di accertarmi della relativa efficacia.

Poi ho scoperto un prodotto che si professa rivoluzionario. Trattasi di un kit di prodotti per la pulizia del sensore CCD o CMOS delle fotocamere digitali reflex, dal prezzo orientativo di 159 euro, quindi di certo non economicissimo.

Le operazioni difficili e delicate sono consigliate solo a chi dispone della dose necessaria e sufficiente di calma e precisione, per portarle a termine con successo.
E’ questa la premessa obbligatoria per chiunque, utente di macchine reflex digitali, quindi a ottiche intercambiabili, intenda pulire il sensore CCD o CMOS della fotocamera fra le pareti di casa, senza rivolgersi a un laboratorio specializzato.
Il concetto viene espresso chiaramente, anche se in lingua inglese, nel manuale di istruzioni del SensorScope System di Delkin Devices, un set completo di strumenti progettati, appunto, per la pulizia del sensore di immagine. Osserviamolo più nel dettaglio.


La comoda valigetta che racchiude il tutto, contiene
i seguenti componenti atti allo scopo:







il SensorScope, ovvero il monocolo capace di ingrandire fino a cinque volte la superficie del sensore, da apporre sull’attacco del corpo macchina, come se fosse un obiettivo, ovviamente rimosso, e capace di illuminare all’interno la camera grazie a un LED a luce bianca, alimentato da una batteria al litio.





E’ compatibile con le macchine Nikon, Canon e Fujifilm ma con un po’ di abilità può essere usato anche con i modelli reflex di altri produttori (Konica Minolta, Olympus, Pentax e Sony). Il suo utilizzo è necessario a verificare l’utilità delle operazioni di pulizia, quindi la quantità e il tipo di sporco presente sulla superficie del sensore.

N.B. Ogni intervento infatti, deve essere effettuato solo quando è strettamente necessario, quando cioè le particelle estranee depositate sul CCD o sul CMOS risultano evidenti, sottoforma di piccole macchie, anche sulle fotografie scattate.
In caso contrario è conveniente rimandare: tenete presente che il sensore è forse il componente più delicato dell’intera macchina fotografica.

Il SensorVac è invece un piccolo aspiratore da collegare alla presa USB del pc o all’alimentatore a batteria (quattro pile stilo di tipo AA) incluso nella confezione, da utilizzare, nel caso fosse necessario, prima di passare sul sensore le SensorWand ovvero le piccole spatole che venendo a contatto con il CCD (o con il CMOS), a secco oppure intrise della soluzione


SensorSolution, asportano le particelle indesiderate.

L’aspirazione è fondamentale per quelle particelle di silice o metalliche che graffierebbero irrimediabilmente il sensore se sottoposte al trattamento diretto con le SensoWand. E graffiare il sensore significa buttar via la macchina fotografica. L’aspiratore va usato senza sfiorare il sensore, dispone di un LED per illuminare e di un pulsante che ne aumenta la potenza.
Con la piccola spazzola circolare può essere usato, con maggiore tranquillità, per pulire l’interno del corpo macchina.

La soluzione consiste invece di un liquido privo di alcool, a rapida asciugatura, che può essere trasportato anche in aereo, stando a quanto dichiara la casa. Noi, prima di partire, ci informeremmo comunque sulle norme aeroportuali dei luoghi di partenza e destinazione, dati i tempi sospetti e particolarmente ostili al trasporto dei liquidi, soprattutto tramite bagaglio a mano.

L'ho appena acquistato ... e non appena mi arriva vi darò dei feedback!
;-))))


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