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Macrofotografia: Le ottiche PDF Stampa E-mail

Macrofotografia un componente essenziale: le ottiche.

 I Grandangolari

Offrono la possibilità nativa di una messa a fuoco molto ravvicinata (anche 20 cm), ma non sono quasi usati mai in allungamento. Infatti con un tubo di prolunga più lungo di 16 mm, montato su un obiettivo di 20 mm, si riduce talmente la distanza di ripresa che l'obiettivo va quasi a toccare il soggetto.

Un esempio particolare, ma creativo: con un 20 mm montato su un tubo di prolunga da 9 mm si ottiene un R=0.4:1; diaframmando a f/22 si ottiene una prospettiva affascinante da grandangolare, dovuta al soggetto distante solo 4 cm dalla lente.

Quindi i grandangolari spinti (20-35 mm) vanno montati invertiti su tubi o soffietto; in questo modo essi offrono tre vantaggi:
- elevati rapporti di riproduzione anche con piccolo prolungamenti del tiraggio;
- buona distanza obiettivo-soggetto, sempre maggiore di 4 cm;
- ottima nitidezza rispetto a quella che si ottiene usando lo stesso obiettivo non invertito.




GENITALE DI FARFALLA SU VETRINO
La foto è realizzata in studio con obiettivo da 20 mm invertito su soffietto.
Rapporto di ingrandimento R = 7:1


Le ottiche "Normali"

La loro distanza di lavoro è ancora molto ridotta. A meno che non ne siamo già in possesso, come è facile, non è uno degli obiettivi più pratici da usare per la macrofotografia, anche se l'ottica 50 mm è una delle migliori in termini di qualità.

L'eventuale allungamento è molto ragionevole e servono solo 50 mm per portare una focale di 50 mm al rapporto di ingrandimento 1:1. La ridotta distanza di ripresa e gli effetti di sfondo derivanti dall'uso di un'ottica ad ampia copertura sono i limiti più consistenti.


I Teleobiettivi moderati

Sono gli obiettivi compresi tra gli 85 ed i 135 mm. La distanza di ripresa di queste focali è a valori accettabili, in modo da potere tranquillamente posizionare il treppiede senza avvicinarsi troppo al soggetto. Il rapporto di ingrandimento di queste focali arriva, anche senza l'uso di un tubo prolunga, fino a 1:1, se sono ottiche macro.




CEDRONELLA SU CARDO
Le venature sono come quelle di una foglia. Le stesse macchioline marroni imitano le malattie delle foglie per un mimetismo più credibile.
La foto è realizzata con due flash ai lati, obiettivo 105 mm macro su soffietto.
Rapporto di ingrandimento R = 0.5:1


I Teleobiettivi medi (fino a 300mm)

La grande lunghezza focale consente una maggiore distanza dal soggetto e nello stesso tempo diminuisce l'incidenza dello sfondo, dato che la minore copertura consente di eliminare eventuali elementi di disturbo.

Il massimo rapporto di ingrandimento ottenibile, con la dimensione di un tubo di allungamento compatibile con il trasporto in campo dell'attrezzatura, è di 1:2.


I Teleobiettivi da 300 a 400 mm - 500 catadiottrici

Se si vuole fotografare a luce ambiente, con focali così elevate non si possono utilizzare prolunghe di notevoli dimensioni, perché il sistema macchina-obiettivo diventerebbe troppo labile e soggetto a vibrazioni. Questo costringe a rapporti di riproduzione bassi (da 0.1:1 a 0.4:1) e all'uso di pellicole rapide.

Tuttavia questi obiettivi possono risultare indispensabili quando il soggetto è lontano (anche fino a due o tre metri) e non è possibile accostarsi maggiormente: ad esempio, una libellula in mezzo a uno stagno (inaccessibile!) o una lucertola che fuggirebbe prima di riuscire ad avvicinarsi a sufficienza.


Gli Obiettivi macro
L'obiettivo macro è un dispositivo con la caratteristica di mettere a fuoco il più vicino possibile senza l'ausilio di tubi prolunga. Tutti gli obiettivi macro raggiungono un rapporto di riproduzione 1:2 ed alcuni arrivano a 1:1. Si possono montare tubi prolunga per aumentare il rapporto di riproduzione.




MAGGIOLINO CHE STA PER SPICCARE IL VOLO
La foto è stata realizzata in studio per poter evitare che l'esemplare potesse sfuggire definitivamente. Lo scopo era quello di scattare al momento dell'apertura delle elitre, in modo da evidenziare le ali membranose trasparenti.
Foto con due flash ai lati, obiettivo 50 mm macro con soffietto.
Rapporto di ingrandimento R = 0.4:1


Non ci sono molti elementi che differenziano la resa di un obiettivo macro rispetto ad uno normale dotato di tubo di prolunga; tuttavia il primo non solo è più pratico, ma offre anche più nitidezza e maggiore contrasto. L'obiettivo macro è stato progettato per dare i migliori risultati a distanze ravvicinate, anche a diaframmi chiusi come f/11 e f/22.

Ottimi risultati si ottengono anche montando un obiettivo per ingranditore da 50 mm, invertito sulle prolunghe. Se si tratta di obiettivi di ottima qualità (come Schneider Componon o Rodenstock Rodagon), i risultati non sono distinguibili da un obiettivo macro, anche se ovviamente non c'è il diaframma automatico ma solo a preselezione.

Molto consigliabile è l'uso di un obiettivo macro 100 mm. Ne esistono con rapporto di riproduzione 1:1. L'obiettivo macro è infatti stato progettato appositamente per lavorare al meglio a distanze brevi e per rapporti di riproduzione da 1:10 a 1:1.


Gli Obiettivi macro speciali
Esistono obiettivi macro speciali che non mettono a fuoco all'infinito, ma partono dal rapporto di riproduzione 1:1. Sono disponibili due modelli che vanno montati sui rispettivi corpi macchina: il Minolta AF MAcro Zoom 1x-3x f/1.7-2.8 e il Canon MP-E65 mm f/2.8 1x-5x. Infine da parecchi anni sono disponibili i Luminar Zeiss, espressamente progettati per alti rapporti di riproduzione (da 5x a 40x), da usarsi solo su soffietto o tubi di prolunga, con elevati prolungamenti del tiraggio.

Commenti (1)Add Comment
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scritto da enrico, luglio 10, 2007
Nozioni interessantissime ... grazie! smilies/wink.gif smilies/wink.gif

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